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Ma la radio no…

C’è qualche cosa che non va. Sono un integrato. Vivo di comunicazione. Non mi stanco mai di leggere nuovi saggi, guardare nuovi programmi  - anche palesemente trash – sfogliare nuove testate e scandagliare il web. Insomma la curiosità mi porta a fruire anche contenuti di per sé poco interessanti.

Ma la pubblicità radiofonica no. Tanto per esser chiari: in tv non cambio canale per non vedere la pubblicità, perché mi piace o comunque mi interessa. Quando invece, da pendolare avido di news, ascolto la radio con il mio Zen Vision:M e parte la pubblicità, beh devo spesso passare ad altra stazione o alla libreria musicale.  Anzi a volte spengo e aspetto un po’.

Capisco quanto sia difficile fare a meno del supporto visivo. In passato ho anche particpato alla sceneggiutura di uno spot radiofonico, ed era stato piuttosto divertente. Ma probabilmente ascoltarlo no.

Rispetto quindi i professionisti che si dedicano alla difficile pratica di render sonore emozioni, situazioni e valori. Ma quello che se ne ottiene, tranne meritorie eccezioni, sono gag tirate, situazioni improbabili, battutine incerte e messaggi, generalmente, poco efficaci e non molto “sticky” (vedi libro che sto leggendo).

È ora di riformare la pubblicità radiofonica. Perché la radio è un grande mezzo.

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