Della trasparenza del Guardian, che ha da poco lanciato la sua Open Newslist, sinceramente non mi interessa moltissimo. Quello è un problema legato principalmente allo shock di credibilità dei media britannici conseguente allo scandalo NewsCorp.
Invece mi interessa moltissimo è il nuovo scenario che si apre sui rapporti fra comunicatori e giornalisti: la possibilità di sapere che un determinato giornalista sta seguendo un determinato servizio è un vera rivoluzione delle dinamiche di ufficio stampa. Il Guardian naturalmente non rivela gli scoop e le notizie più importanti su cui sta lavorando, però rende disponibili molte informazioni che permetteranno ai fortunati comunicatori inglesi di proporre contenuti e interventi in modo più mirato e con maggior possibilità di successo. Questo porta, in teoria, ad almeno due ottime conseguenze: la drastica riduzione di proposte infruttuose che spesso creano attriti fra le due categorie in gioco, e la possibilità di entrare in articoli e servizi in modo più tempestivo ed efficace.
Il mitico B&H ha fatto capolino al Photoshow milanese. Per chi non lo sapesse B&H è la Disneyland della fotografia: il negozio più bello e fornito al mondo sulla Nona Strada a NYC. Geniale il motivo della loro visita. Stanno per arrivare in Italia? No, certo. La gentile addetta mi ha spiegato che il loro obiettivo principale è promuovere il già sostenuto turismo italiano a NYC, puntando sui tanti appassionati di fotografia. Inoltre, da qualche tempo le spedizioni verso l’Italia sono più semplici, perché possiamo ottenere il prezzo in euro già comprensivo di di IVA (senza quindi pagare in contrassegno e un po’ al buio).
120mila euro per tre progetti innovativi. Pepsi (azienda cliente dell’agenzia con cui lavoro) lancia un concorso rivolto al studenti e giovani: 3 progetti da premiare con 40mila euro ciascuno per le idee più innovative negl’ambiti Scuola/lavoro, Spazio urbano e Web.
“Migliora il tuo mondo” sarà presentato in tre università italiane. Agli incontri parteciperanno tre ospiti legati ai principi di creatività e sviluppo. Si comincia il 23 marzo allo Iulm con la presentazione del progetto e l’intervento di Marco Boschini, coordinatore dell’associazione Comuni Virtuosi.
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Confermate le voci sulla nuova serie ABC sulla comunicazione di crisi. Shonda Rhimes (questo è il vero problema: è la mamma di Private Practice e Grey’s Anatomy) ha dichiarato che la serie sarà liberamente ispirata al lavoro di Judy Smith, crisis manager che seguì le vicende di Monika Lewinsky.
Brutte notizie. Il PR excutive passa dal 79esimo al 113esimo posto nella classifica dei migliori 200 lavori negli Stati Uniti. Lo dice la classifica annuale di Careercast.com.
Pare che ABC stia lavorando alla produzione di una serie sulla comunicazione di crisi. Dopo la mitica Mad Men e i suoi pubblicatari, è dunque ora il turno dei PR. Sembra che la serie sia ispirata a Judy Smith, la professionista che curò diverse crisi per Bill Clinton
“Buongiorno signor Medda, come sta la sua stampante?” Non è uno scherzo, oggi Hp mi ha chiamato per sapere se la mia stampante WiFi ora funziona propriamente. Qualche settimana fa avevo contattato il supporto per risolvere un problema con la rete Fastweb. In tempi in cui ricevere assistenza telefonica per un prodotto di elettronica di [...]
Secondo un sondaggio di Adweek Media, il 61% degli americani è più propenso a comprare un prodotto quando questo riporta la dicitura “Made in America”. In particolare fra gli over 55 anni, la percentuale sale al 75%, mentre fra i 18 e 34 scende al 44%. I più patrioti sono quelli del Midwest (67%), seguiti da costa Est (60%) e Ovest (57%).
Mozy, servizio di backup online, ha pubblicato un bel video di (simil) guerrilla marketing. Un giovane va in giro per Londra e chiede ai passanti dotati di laptop: vuoi un nuovo Macbook Pro? Ok, però ti dobbiamo sfasciare a martellate il potatile che hai qui con te, e lo dobbiamo fare subito. La maggiore parte della gente risponde di no, perché non ha fatto il backup. Ma una mamma molta techy ci sta e compie lei stessa il distruttivo rito sul suo vecchio portatile.
Aveva creato il sistema di segnaletica della Metropolitana di Milano e – fra gli altri – i marchi di Coop, Mondadori, Feltrinelli, Eni, Regione Lombardia e Touring Club.