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Category Archives: media

Guardian Open Newslist. Ovvero l’arte del perfect pitch

28-Oct-11

Della trasparenza del Guardian, che ha da poco lanciato la sua Open Newslist, sinceramente non mi interessa moltissimo. Quello è un problema legato principalmente allo shock di credibilità dei media britannici conseguente allo scandalo NewsCorp.

Invece mi interessa moltissimo è il nuovo scenario che si apre sui rapporti fra comunicatori e giornalisti: la possibilità di sapere che un determinato giornalista sta seguendo un determinato servizio è un vera rivoluzione delle dinamiche di ufficio stampa. Il Guardian naturalmente non rivela gli scoop e le notizie più importanti su cui sta lavorando, però rende disponibili molte informazioni che permetteranno ai fortunati comunicatori inglesi di proporre contenuti e interventi in modo più mirato e con maggior possibilità di successo. Questo porta, in teoria, ad almeno due ottime conseguenze: la drastica riduzione di proposte infruttuose che spesso creano attriti fra le due categorie in gioco, e la possibilità di entrare in articoli e servizi in modo più tempestivo ed efficace.

Chiude SetteB.it

10-Oct-11

Scopro solo ora la chiusura di SetteB.it, sito di informazione dell’informazione sul mondo Apple curato da Fabio M. Zambelli. Dopo la morte di Steve Jobs, Fabio ha deciso di chiudere il suo bel sito, come aveva annunciato.

“Light it”, la rivista per iPad sull’illuminazione fotografica

19-Sep-11

Sempre in tema di nuove pubblicazioni, sta facendo grande scalpore “Light it”, la nuova rivista per iPad creata da Scott Kelby e compagni.

Il nuovo “Light it” è notevole. E, prima di tutto, non per la scelta del formato, ma per il taglio e il target: non una semplice rivista fotografica su tecnica e news di prodotto, ma una pubblicazione dedicata esclusivamente alle tecniche e agli stili di illuminazione.

L’interfaccia non è da meno. Le pagine si sfogliano che è un piacere, le immagini si ingrandiscono facilmente e i video sono fluidi.

Il primo numero è gratis, i prossimi costeranno $ 2.99

“Studio”, il New Yorker italiano

04-Jun-11

Arrivo a leggere “Studio” solo al secondo numero. Fantastica. Come dichiara il direttore Federico Sarica nell’editoriale, la rivista si ispira dichiaratamente al New Yorker e al concetto di slow journalism. Articoli lunghi e approfonditi su letteratura, politica, società, moda e musica. Tutto molto glamour e con la giusta dose di ironia.

Belli gli articoli sul partito di massa liberale, la costituzione della nuova casa editrice Milan Review, l’intervista al diretto della Paris Review e i reportage su Romanino, il cinese più vecchio di via Paolo Sarpi e su Rublevka, il quartiere degli oligarchi di Mosca.

Rinasce T3

28-May-11

Il nuovo T3 è proprio bello. La rinata versione italiana del magazine inglese è scanzonata e cattivella: un bel mix fra Playboy (pubblicato sempre da Playmedia) e Wired. Tanto spazio a gadget e recensioni, ma anche lifestyle e interviste.

Comunicazione di crisi, la serie

02-Dec-10

Pare che ABC stia lavorando alla produzione di una serie sulla comunicazione di crisi. Dopo la mitica Mad Men e i suoi pubblicatari, è dunque ora il turno dei PR. Sembra che la serie sia ispirata a Judy Smith, la professionista che curò diverse crisi per Bill Clinton

Mad Men

19-Oct-10

Domenica sera (Us) è finita la quarta serie di Mad Men, la più bella serie TV di sempre. Ok dopo Lost. Ok dopo 24. In fondo PR e Adv non sono così diverse, e la caccia ai clienti è sempre aperta:-)

Tempo di Pulitzer

21-Apr-09

Il NYT si aggiudica 5 delle 14 categorie giornalistiche del premio Pulitzer:

Breaking News Reporting, Investigative Reporting, International Reporting, Criticism e Feature Photography (sopra un’immagine della serie del fotografo Damon Winter).

34.199.793

20-Apr-09

34.199.793 – E’ un numero difficile da leggere: il fenomeno tv-YouTube di Susan Boyle, la sacrista 47enne di Blackburn, non si ferma.

Ma la radio no…

31-Mar-09

Pubblicità radiofonica: gag tirate, situazioni improbabili, battutine incerte e messaggi, generalmente, poco efficaci e non molto “sticky” (vedi libro che sto leggendo).