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Tag Archives: jobs

La sedia girevole di Steve Jobs

04-Jun-10

Steve Jobs ha da poco rilasciato una lunga e gustosa intervista a Walt Mossberg e Kara Swisher del Wall Street Journal durante la D8 Conference. Ha una risposta ficcante, concisa e convincente per tutto.

Così è per la questione Flash (“finora sembra che alla gente l’iPad piaccia, ne vendiamo uno ogni 3 secondi”…), il rapporto con Google (“solo perché siamo in competizione con qualcuno, non dobbiamo per forza essere sgarbatu”), iAdv (“dopo esserci fatti passare l’incazzatura, avremo voglia di parlare con alcune di queste società di ricerca. Ma non sarà oggi”) e altre cose. E sa rispondere anche sull’affaire iPhone G4/Gizmodo. In breve: per testare un dispositivo wireless, bisogna portarlo sul campo e non possiamo far finta di niente se un giornalista ha comprato una nostra proprietà che ci era stata rubata. Però poi c’è qualcosa che non va. Fa un riferimento a come Apple, ora che è cresciuta, non possa rinnegare i propri valori di una volta.. ma che c’entra? Quando era più piccola faceva sempre causa a chi le rubava i prototipi? Le piccole fanno causa e le grandi no? Non ho capito bene, ma non mi sembra un’argomentazione molto forte. E poi attenzione alla poltrona: in nessun altro video Jobs si agita così tanto sulla sedia.

Presentazioni, biblioteca minima

30-Mar-10

Nelle ultime settimane sono tornato a interessarmi a un tema apparentemente noioso: le presentazioni. Cambiano i tempi, ma una buona presentazione, personalizzata e ben sceneggiata, rimane ancora uno degli strumenti principali per comunicare un progetto o per proporre una collaborazione.

Archiviato definitivamente Power Point in funzione del più versatile ed elegante Keynote (solo per Mac), mi sono concentrato sulla biblioteca minima del bravo presentatore moderno. I due must rimangono Presentation Zen di Garr Reynolds e Slide:ology di Nancy Duarte. Sono stati loro a lanciare con successo la presentazione aziendale come un vero e proprio tema della letteratura professionale. Le differenze fra i due libri rispecchiano l’approccio professionale dei due autori: più rivolto all’insegnamento e alla consulenza indipendente Reynolds, più strutturato in una vera e propria agenzia Duarte. Dal punto di vista pratico, dal libro di Reynolds si possono trarre indicazioni interessanti di carattere generale, su come affrontare le presentazioni in una propostettiva zen (l’autore vive e lavora in Giappone). Il testo di Duarte è invece (oltre che più ampio) più incentrato su tecniche grafiche e di workflow.