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	<title>Sul pezzo &#187; jobs</title>
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	<description>Il blog di Mariano Medda - comunicazione, tecnologia, fotografia</description>
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		<title>La sedia girevole di Steve Jobs</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 10:35:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariano Medda</dc:creator>
				<category><![CDATA[presentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Steve Jobs ha da poco rilasciato una lunga e gustosa intervista a Walt Mossberg e Kara Swisher del Wall Street Journal durante la D8 Conference. Ha una risposta ficcante, concisa e convincente per tutto.

Così è per la questione Flash ("finora sembra che alla gente l'iPad piaccia, ne vendiamo uno ogni 3 secondi"...), il rapporto con Google ("solo perché siamo in competizione con qualcuno, non dobbiamo per forza essere sgarbatu"), iAdv ("dopo esserci fatti passare l'incazzatura, avremo voglia di parlare con alcune di queste società di ricerca. Ma non sarà oggi") e altre cose. E sa rispondere anche sull'affaire iPhone G4/Gizmodo. In breve: per testare un dispositivo wireless, bisogna portarlo sul campo e non possiamo far finta di niente se un giornalista ha comprato una nostra proprietà che ci era stata rubata. Però poi c'è qualcosa che non va. Fa un riferimento a come Apple, ora che è cresciuta, non possa rinnegare i propri valori di una volta.. ma che c'entra? Quando era più piccola faceva sempre causa a chi le rubava i prototipi? Le piccole fanno causa e le grandi no? Non ho capito bene, ma non mi sembra un'argomentazione molto forte. E poi attenzione alla poltrona: in nessun altro video Jobs si agita così tanto sulla sedia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Steve Jobs ha da poco rilasciato una lunga e gustosa <a href="http://d8.allthingsd.com/20100601/steve-jobs-session/" target="_blank">intervista</a> a Walt Mossberg e Kara Swisher del Wall Street Journal durante la D8 Conference. Ha una risposta ficcante, concisa e convincente per tutto.</p>
<p>Così è per la questione <a href="http://video.allthingsd.com/video/d8-apple-ceo-steve-jobs-talks-about-flash/E2C4DAF1-23F8-402E-A0DB-4F87D73A49FB#" target="_blank">Flash</a> (&#8220;finora sembra che alla gente l&#8217;iPad piaccia, ne vendiamo uno ogni 3 secondi&#8221;&#8230;), il rapporto con <a href="http://video.allthingsd.com/video/d8-apple-ceo-steve-jobs-talks-about-flash/E2C4DAF1-23F8-402E-A0DB-4F87D73A49FB#" target="_blank">Google</a> (&#8220;solo perché siamo in competizione con qualcuno, non dobbiamo per forza essere sgarbatu&#8221;), <a href="http://video.allthingsd.com/video/d8-apple-ceo-steve-jobs-talks-about-flash/E2C4DAF1-23F8-402E-A0DB-4F87D73A49FB#" target="_blank">iAd</a> (&#8220;dopo esserci fatti passare l&#8217;incazzatura, avremo voglia di parlare con alcune di queste società di ricerca. Ma non sarà oggi&#8221;) e altre cose. E sa rispondere anche sull&#8217;affaire <a href="http://video.allthingsd.com/video/d8-apple-ceo-steve-jobs-talks-about-flash/E2C4DAF1-23F8-402E-A0DB-4F87D73A49FB#" target="_blank">iPhone G4/Gizmodo</a>. In breve: per testare un dispositivo wireless, bisogna portarlo sul campo e non possiamo far finta di niente se un giornalista ha comprato una nostra proprietà che ci era stata rubata. Però poi c&#8217;è qualcosa che non va. Fa un riferimento a come Apple, ora che è cresciuta, non possa rinnegare i propri valori di una volta.. ma che c&#8217;entra? Quando era più piccola faceva sempre causa a chi le rubava i prototipi? Le piccole fanno causa e le grandi no? Non ho capito bene, ma non mi sembra un&#8217;argomentazione molto forte. E poi attenzione alla poltrona: in nessun altro video Jobs si agita così tanto sulla sedia.</p>
<p><object id="wsj_fp" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="181" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="flashvars" value="videoGUID=B4064FE4-988A-4220-AC9C-922D79507119&#038;playerid=4001&#038;plyMediaEnabled=1&#038;configURL=http://m.wsj.net/video-players/&#038;autoStart=false" /><param name="src" value="http://s.wsj.net/media/swf/main.swf" /><param name="name" value="microflashPlayer" /><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="wsj_fp" type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="181" src="http://s.wsj.net/media/swf/main.swf" bgcolor="#FFFFFF" name="microflashPlayer" flashvars="videoGUID=B4064FE4-988A-4220-AC9C-922D79507119&#038;playerid=4001&#038;plyMediaEnabled=1&#038;configURL=http://m.wsj.net/video-players/&#038;autoStart=false" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Presentazioni, biblioteca minima</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 15:48:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariano Medda</dc:creator>
				<category><![CDATA[presentazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Nelle ultime settimane sono tornato a interessarmi a un tema apparentemente noioso: le presentazioni. Cambiano i tempi, ma una buona presentazione, personalizzata e ben sceneggiata, rimane ancora uno degli strumenti principali per comunicare un progetto o per proporre una collaborazione.

Archiviato definitivamente Power Point in funzione del più versatile ed elegante Keynote (solo per Mac), mi sono concentrato sulla biblioteca minima del bravo presentatore moderno. I due must rimangono Presentation Zen di Garr Reynolds e Slide:ology di Nancy Duarte. Sono stati loro a lanciare con successo la presentazione aziendale come un vero e proprio tema della letteratura professionale. Le differenze fra i due libri rispecchiano l'approccio professionale dei due autori: più rivolto all'insegnamento e alla consulenza indipendente Reynolds, più strutturato in una vera e propria agenzia Duarte. Dal punto di vista pratico, dal libro di Reynolds si possono trarre indicazioni interessanti di carattere generale, su come affrontare le presentazioni in una propostettiva zen (l'autore vive e lavora in Giappone). Il testo di Duarte è invece (oltre che più ampio) più incentrato su tecniche grafiche e di workflow.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle ultime settimane sono tornato a interessarmi a un tema apparentemente noioso: le presentazioni. Cambiano i tempi, ma una buona presentazione, personalizzata e ben sceneggiata, rimane ancora uno degli strumenti principali per comunicare un progetto o per proporre una collaborazione.</p>
<p>Archiviato definitivamente Power Point in funzione del più versatile ed elegante Keynote (solo per Mac), mi sono concentrato sulla biblioteca minima del bravo presentatore moderno.  I due must rimangono <a href="http://www.presentationzen.com/" target="_blank"><em>Presentation Zen</em></a> di Garr Reynolds e <a href="http://blog.duarte.com/"><em>Slide:ology</em></a> di Nancy Duarte. Sono stati loro a lanciare con successo la presentazione aziendale come un vero e proprio tema della letteratura professionale. Le differenze fra i due libri rispecchiano l&#8217;approccio professionale dei due autori: più rivolto all&#8217;insegnamento e alla consulenza indipendente Reynolds, più strutturato in una vera e propria agenzia Duarte. Dal punto di vista pratico, dal libro di Reynolds si possono trarre indicazioni interessanti di carattere generale, su come affrontare le presentazioni in una propostettiva zen (l&#8217;autore vive e lavora in Giappone). Il testo di Duarte è invece (oltre che più ampio) più incentrato su tecniche grafiche e di workflow.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.presentationzen.com/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-740" title="Presentation Zen" src="http://sulpezzo.com/wp-content/uploads/2010/03/zen-245x300.jpg" alt="Presentation Zen" width="245" height="300" /></a> <a href="http://blog.duarte.com/"></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.duarte.com/"><img class="size-medium wp-image-741 aligncenter" title="Slide:ology" src="http://sulpezzo.com/wp-content/uploads/2010/03/slideology2-295x300.jpg" alt="" width="295" height="300" /></a></p>
<p>Sfruttando il successo del primo libro, Reynolds ha da poco pubblicato anche <a href="http://www.presentationzen.com/presentationzen/2009/06/presentation-zen-design-the-book.html" target="_blank"><em>Presentation Zen Design</em></a>. Si tratta sostanzialmente di un piccolo manuale di grafica applicata alle presentazioni per chi non ha una formazione di grafica. Non è male: si addentra in alcuni dettagli molto tecnici, come la costruzione di una palette di colori, alcune riflessioni sull&#8217;uso di caratteri e corpi diversi, l&#8217;inserimento di video e la rappresentazione di dati e cifre. Notevole il dettagliato capitoletto dedicato ai principi dell&#8217;estetica giapponese applicata alle presentazioni.</p>
<p><a href="http://www.presentationzen.com/presentationzen/2009/06/presentation-zen-design-the-book.html"><img class="aligncenter size-medium wp-image-743" title="presentation zen design" src="http://sulpezzo.com/wp-content/uploads/2010/03/presentatio-zen-design-246x300.jpg" alt="" width="246" height="300" /></a></p>
<p>Se invece si è alla ricerca di qualcosa di più tecnico, Robin Williams (famosa per i suoi non-designer book) ha da poco pubblicato <a href="http://www.amazon.com/Non-Designers-Presentation-Book-Robin-Williams/dp/0321656210" target="_blank"><em>The Non-Designer&#8217;s Presentation Book</em></a>. Uno si aspetterebbe un libro molto tecnico, che spieghi come valorizzare dal punto di vista grafico le presentazioni&#8230; e invece no. Il libro è comunque utile e interessante, ma di davvero tecnico non c&#8217;è moltissimo. Le parti più interessanti sono le linee guida sull&#8217;organizzazione drammaturgica della presentazione e sul rapporto fra presentatore e pubblico. Segnalo gli esercizi finali: una serie ragionata di slide leggermente differenziate accompagnate da domande specifiche sulla loro organizzazione ed efficacia.</p>
<p><a href="http://www.peachpit.com/store/product.aspx?isbn=0321656210"><img class="aligncenter size-medium wp-image-746" title="The Non-Designers Presentation Book" src="http://sulpezzo.com/wp-content/uploads/2010/03/ShowCover.aspx_-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Chiudo con un libro, ancora in lettura, verso il quale nutrivo molte aspettative, ma che si sta rivelando un po&#8217;&#8230; fuffoso. L&#8217;idea generale di <a href="http://www.amazon.com/Presentation-Secrets-Steve-Jobs-Insanely/dp/0071636080" target="_blank"><em>The Presentation Secrects of Steve Jobs</em></a> di Carmine Gallo (Business Week) è davvero accattivante: smontare pezzo per pezzo gli artifici retorici del CEO di Apple e dei suoi famosi keynote. E sta proprio qui il difetto, nel senso che forse non c&#8217;era il tanto di farne un libro intero. E poi non è possibile che un libro sull&#8217;arte delle presentazioni (seppur incentrato più sulla retorica e le tecniche attoriali) abbia, se non ho contato male, due immagini. Mi riservo un giudizio finale e più completo a lettura completata.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.amazon.com/Presentation-Secrets-Steve-Jobs-Insanely/dp/0071636080"><img class="aligncenter size-medium wp-image-748" title="The Presentation Secrets of Steve Jobs" src="http://sulpezzo.com/wp-content/uploads/2010/03/SteveJobsCover-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a></p>
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